I Criteri ambientali minimi fanno discutere gli architetti

 I Criteri ambientali minimi fanno discutere gli architetti

Dibattito sugli ostacoli alla cultura della sostenibilità
«Più dialogo fra istituzioni, ordini professionali e imprese»

L’applicazione dei “Criteri ambientali minimi” rappresenta oggi uno degli snodi tecnico-normativi più rilevanti nel settore degli appalti pubblici. Introdotti per garantire che le opere e i servizi acquistati dalla Pubblica amministrazione rispettino principi di sostenibilità ambientale, i Cam sono evoluti nel tempo fino a diventare vincolanti, ponendo sfide crescenti sia in fase progettuale che esecutiva.

L’aggiornamento normativo del 2022, unito all’adozione del principio europeo Do No Significant Harm nel quadro attuativo del Pnrr, ha elevato ulteriormente l’asticella dei requisiti ambientali, obbligando tutti gli attori della filiera – dalle stazioni appaltanti ai progettisti, fino alle imprese – a rivedere approcci, procedure e strumenti operativi. Tuttavia, la mancata omogeneità nella formazione, l’assenza di strumenti economici aggiornati (come il prezzario regionale), la complessità delle verifiche tecniche rischiano di ostacolare l’efficacia di questi obiettivi, generando incertezze, contenziosi e ritardi.

È in questo contesto che l’Ordine degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori della provincia etnea ha promosso un incontro dedicato all’analisi concreta delle problematiche e delle opportunità connesse ai Cam e alla sostenibilità nei lavori pubblici.

Dopo i saluti istituzionali di Alessandro Amaro (presidente dell’OAPPC di Catania), Melania Guerrera (presidente della Fondazione degli Architetti di Catania), Sergio Parisi (assessore comunale ai Lavori pubblici e Infrastrutture, Politiche comunitarie e Programmazione fondi investimento europeo, Sport), Rosario Fresta (presidente Ance Catania), Salvatore Antonio Cannavò (presidente Cna Costruzioni Sicilia), l’introduzione e il coordinamento della giornata sono stati affidati a Giuseppe Pulvirenti, consigliere dell’Ufficio speciale energia e sostenibilità dell’Ordine degli Architetti etneo.

«Tra i principali ostacoli emersi – ha dichiarato Amaro – la carenza di formazione delle stazioni appaltanti, il bisogno di aggiornamento continuo per i professionisti e le difficoltà delle imprese nel garantire la conformità alle prescrizioni, spesso svantaggiate anche da un contesto normativo ed economico non omogeneo».
«Emblematica, in tal senso, la situazione della Sicilia – ha sottolineato Cannavò – ancora priva di un prezzario aggiornato per i lavori pubblici, con conseguente rischio di contenziosi e blocchi procedurali».

«È stata solo la prima tappa di un itinerario – ha affermato Guerrera – l’obiettivo della Fondazione è realizzare incontri formativi in collaborazione con l’Ordine. E questo è un tema importante, perché i progetti presentati nel settore dei lavori pubblici devono tenere conto dei criteri ambientali».
«La nostra amministrazione – ha dichiarato Parisi – ha saputo spingere sull’acceleratore rafforzando il team con 110 giovani professionisti che hanno fatto parte del progetto capacity building interamente finanziato dall’Europa. Questi sono stati impiegati per processi di programmazione, attuazione e rendicontazione. Per raggiungere grandi obiettivi, servono dunque professionalità e collaborazione con tutti gli attori protagonisti».

Durante la sessione tecnica si è aperto un confronto virtuoso tra territori e competenze, grazie agli interventi di Giancarlo Teresi (dirigente del Servizio Infrastrutture Marittime e Portuali e referente per la EU Mission Restore our Ocean and Waters), Fabio Finocchiaro (direttore Politiche Comunitarie e Fondi strutturali del Comune di Catania), Nunzia Coppola (coordinatrice della Commissione Cam dell’OAPPC di Napoli) e Luca Ceschini (manager Assigeco – Lloyd’s Coverholder), che hanno offerto spunti operativi e casi studio concreti.

«La tutela dell’ambiente è fondamentale – ha dichiarato Teresi – oggi è necessario sviluppare idee e fare rete creando sinergie fra tutti gli attori».
«Il Comune di Catania – ha aggiunto Finocchiaro – sta lavorando a diversi interventi che afferiscono a vari fondi di finanziamento, le principali aree di intervento sono quelle dell’innovazione, della digitalizzazione, dell’inclusione sociale, della transizione green e della riqualificazione urbana. E chiaro che serve un cambio di mentalità, ci vuole uno sforzo fondamentale da parte di tutti, a partire dalle istituzioni ma anche dei cittadini».

Hanno chiuso gli interventi di Angela Panzica (consigliere OAPPC di Milano) e Venerando Russo (già capo di gabinetto del Comune di Enna).

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